Quì non mi conosce nessuno o quasi e posso urlare tutto il mio dolore.
Guardo quella finestra di messenger, guardo il tuo nick e vorrei urlarti "amami scemo, fidati di me, credi in tutto ciò che ti ho dato in tutto questo tempo e credi in noi".
Ma non ne ho il coraggio perché ti conosco, perché so che farei peggio. So che quando stiamo così non ti devo forzare perché qualsiasi cosa io dica, o faccia, ti sembra finto, voluto.
E allora mi trattengo ma non è facile. Perché sono impotente ed io non lo sono, sono una donna combattiva. E tu lo sai.
E mi sembra d'impazzire.
E' dura ricominciare.
Leggi sul suo blog che soffre ma ciò che fa, il suo comportamento, ti portano a pensare che sembra stia facendo tutto tranne quello.
Perché l'amore finisce così, senza che l'altro se ne accorga?
E poi, perché deve fare così male?
IO POI...
Io che ho sempre creduto nel detto "chi non mi ama non mi merita".
Io che ho sempre dato un taglio immediato agli amori non corrisposti.
Io ora mi ritrovo quì col cuore a pezzi, con la testa che scoppia, senza voglia di vivere.
Ho dato tutto. L'ho dato col cuore, con amore, e non ho mai preteso, al massimo ho chiesto e pure abbozzato all'eventuale rifiuto.
Non sono pentita, non mi pento mai quando amo. Spero sempre che le persone che ho amato mi portino nel cuore come io porterò per sempre loro.
Però, non auguro a nessuno di stare come sto io in questo momento.
Per vita vissuta, per esperienze recenti, ho capito che non vale la pena di sacrificarsi.
Puoi essere la persona migliore di questo mondo, fare di tutto perché colui (o colei che ami) arrivi a fidarsi di te. Puoi allontanare amicizie, rinunciare a chattare (onestamente e semplicemente perché ti piace dialogare), puoi chiudere un blog che avevi aperto con la voglia di parlare un po' di te, di ciò che ti succede, di come la pensi sui fatti che accadono nel mondo.
Puoi fare tante cose e un bel giorno risvegliarti e scoprire che quella stessa persona ha continuato, di nascosto a fare ciò che voleva.
E fa ancor più male sentirti dire che se l'ha fatto la colpa è tua.
COL CAVOLO E' MIA!
Ci sono persone che cercano tutta la vita una donna come me. Avrò i miei difetti, non sarò fisicamente perfetta, ma amo totalmente, lascio spazio per vivere, non pretendo regali né impongo nulla.
E quando ho chiesto, solamente un po' di più, lui è scappato. Misteriosamente l'amore è finito.
Come posso, d'ora in poi, fidarmi di nuovo di qualcuno?
Avevo lasciato questo blog per problemi sentimentali ma ora riprendo a scrivere perché ho bisogno di sfogarmi e perché quello che farò e che scriverò non farà più male a nessuno.
Ho dato tutto per l'uomo che amavo e che amo.
Ho litigato con coloro che mi dicevano di lasciar perdere (e non gliel'ho mai detto per non farlo soffrire).
Ed ora mi ritrovo con un pugno di mosche.
Perché lo stesso uomo non lotta altrettanto per me.
Stasera ne ho avuto la conferma.
E allora, perché continuare a sacrificarsi? Perché rinunciare ad una cosa che mi piaceva fare ma a cui avevo detto basta per non fargli male?
Riprendo da quì, dal cammino verso la rinascita.
Ancora di passaggio per chiedervi di sintonizzarvi LUNEDI 21 LUGLIO 2007 su RaiTre per la puntata di "AMORE CRIMINALE" dedicata a Jennifer. Se volete sapere com'era realmente.
Di passaggio solo per chiedervi di firmare:
o
http://www.petizioni.info/modules.php?name=News&file=article&sid=39
Vi sono persone che vivono rapporti di coppia molto all'acqua di rose, alcune ritengono che la fedeltà sia un optional, alcune addirittura acconsentono all'infedeltà del partner.
Vi sono persone che danno anima, cuore, mente, corpo e non vengono capite o credute. Vi sono persone che, davvero, AMERANNO UNA SOLA PERSONA PER SEMPRE. Perché E' QUELLA e nessuno potrà MAI uguagliarla.
Non parlerò mai più di me online. MAI.
Con questo chiudo il blog.
Rimarrà attivo soltanto per informarvi, se ne avrò tempo e voglia, riguardo alla mia rabbia verso alcuni orribili avvenimenti.
Un abbraccio alle poche persone che mi facevano visita (Ruby, in particolare).
This is not a blackmail.
Premettendo che la cosa non riguarda me o la mia vita privata, che io ho le mie certezze, i miei punti fermi, i miei precetti, questo è un pensiero che mi gira in testa da ieri per via di una cosa che ha fatto un'amica, e ho tre quesiti da porre:
1 _ Quante volte si può amare nella vita? E' vero che si ama una volta soltanto?
2 _ E' giusto stare con una persona (volendole bene, costruendo con questa un rapporto di convivenza, chiamandola Amore...) sapendo che non la si ama?
3 _ E' giusto dire a questa persona "tu sai che ho amato una sola volta nella vita, che quell'uomo aveva determinati problemi che mi hanno fatto decidere di lasciarlo e che io ho scelto te proprio perché eri l'opposto, ma se ora tu ti comporti come lui allora non so più se ho fatto bene o male"?
Pongo queste domande perché a volte penso di essere un'aliena.
Sarà che sono strana, sarà che mi devo sempre distinguere dalla massa, sarà che sono assolutista e che riesco a stare con una persona solo se l'amo totalmente, ma questa cosa mi ha lasciata basita.
Non ho mai condiviso certe scelte fatte da quest'amica ma non mi sono mai permessa di imporle il mio pensiero perché si tratta della sua vita e non della mia. Però ieri mi ha lasciata di stucco.
Perché credo che si possa anche scegliere che la propria vita vada avanti in ogni caso, ma che comunque si debbano rispettare i sentimenti altrui soprattutto dopo che quest'uomo pochi giorni prima ti ha detto "tu non hai idea di quanto io ti ami!".
Coded Message: I'm so proud of what I am and so sure of what I feel for you.
Rientrata dal lavoro poco fa, mi sono ritrovata a pranzare davanti al televisore sintonizzato su "Verissimo". Si parlava del caso di Vanessa, la ragazza morta dopo il ferimento avvenuto nella metropolitana di Roma.
Nel servizio parlava la nonna di Vanessa.
Ho visto in quella signora una persona estremamente sincera, una persona che non descriveva la nipote come una santa ma come una ragazza normale, con i suoi alti e bassi, con i suoi sbalzi d'umore. Una ragazza qualunque.
Mi rendo conto che per chi non ha provato un dolore così forte, come quello delle persone che perdono i loro cari tragicamente, non è facile capire cosa si possa provare. Solo chi questo dolore l'ha provato sa quanto ci si senta impotenti, quanta sete di giustizia si possa avere. Giustizia, non vendetta. Vendetta era quella che praticavano i barbari, gli incivili. Giustizia è ciò che un mondo civile dovrebbe garantire. Troppo spesso però, patteggiamenti, perizie psichiatriche, sconti di pena riducono a pochi anni, se non a pochi mesi o addirittura a nessuna detenzione, la condanna inflitta agli assassini.
E ci si ritrova con un pugno di mosche.
E quanta rabbia ti fa, leggere che di fronte a un'accusa per pedofilia, un intero paese si scaglia contro i bambini abusati e contro le loro famiglie, a favore di chi è accusato con tanto di prove gravissime di tanta efferatezza.
E allora, ogni tanto mi ritrovo a pensare che forse fanno bene certe persone ad avere per la testa soltanto gossip, shopping e appuntamenti serali per l'aperitivo al bar "in" della piazza.